Obbligo CCI: chi deve adeguarsi e cosa serve

L'obbligo CCI riguarda tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici da almeno 100 kW connessi in media tensione, anche quelli in esercizio da anni. Ecco chi è coinvolto, cosa va installato e come mettersi in regola senza perdere pagamenti e contributo.

Richiedi la verifica gratuita Ti richiamiamo entro un giorno lavorativo

Schema di impianto con CCI in cabina e comando del distributore

Chi deve adeguarsi

Con la delibera 385/2025, poi aggiornata dalla 564/2025, ARERA ha esteso l'obbligo del controllore centrale d'impianto (CCI) a tutti gli impianti che hanno insieme queste tre caratteristiche:

  • sono fotovoltaici o eolici;
  • hanno una potenza di almeno 100 kW;
  • sono connessi alla rete di media tensione di un distributore.

L'obbligo vale per gli impianti già in esercizio e per quelli nuovi. Cambia solo il calendario, che dipende dalla potenza: lo trovi nella pagina sulle scadenze per fascia.

Cosa va installato

Il CCI è l'apparato che fa vedere l'impianto alla rete come un unico "generatore equivalente". Si installa in cabina, legge le misure al punto di connessione e comunica con il distributore. Per l'obbligo conta soprattutto una funzione: la PF2, cioè la limitazione della potenza attiva su comando esterno del distributore o di Terna.

In pratica, quando la rete produce più energia di quella che consuma, il distributore può chiedere al tuo impianto di ridurre l'immissione. Il CCI riceve il comando e lo attua in automatico. Come funziona la PF2.

Perché arriva adesso

Il sistema elettrico italiano ha sempre più produzione rinnovabile nelle ore centrali dei giorni festivi e di primavera. Fino a oggi la riduzione degli impianti in media tensione passava da modem GSM/GPRS: una tecnologia che gli operatori telefonici stanno dismettendo e che, secondo Terna, nelle prove recenti ha funzionato poco e male. Il CCI la sostituisce. Cosa succede al vecchio modem.

Impianti esistenti e impianti nuovi

Dopo la delibera 564/2025, per capire se un impianto è "esistente" conta solo la data della richiesta di connessione, non più la data di entrata in esercizio. È una differenza importante, perché solo gli impianti esistenti sotto 1 MW hanno diritto al contributo forfetario.

  • Impianti esistenti: si adeguano entro la scadenza della propria fascia. Sotto 1 MW ricevono un contributo che cala nel tempo. Quanto vale il contributo.
  • Impianti nuovi: devono avere il CCI installato e la PF2 attiva già al momento della connessione. Cosa serve ai nuovi impianti.

Chi è responsabile

L'installazione e la manutenzione del CCI e del suo sistema di comunicazione sono a carico del produttore, cioè del titolare dell'impianto. Il distributore deve predisporre i propri sistemi per inviare i comandi e verificare gli impianti adeguati. Se non ti adegui, le conseguenze ricadono su di te: ecco quali.

Domande frequenti

L'obbligo vale anche per gli impianti in bassa tensione?

No, oggi l'obbligo riguarda solo gli impianti connessi in media tensione da 100 kW in su. Terna ha però indicato che in futuro servirà poter ridurre da remoto anche la generazione in bassa tensione.

Ho un impianto da 1 MW che ha già il CCI: devo fare qualcosa?

Sì: va attivata la funzione PF2 entro il 31 dicembre 2026. Spesso servono interventi su misure e inverter. Cosa fare sugli impianti da 1 MW.

Vale anche per l'eolico?

Sì, l'obbligo riguarda allo stesso modo gli impianti eolici da 100 kW in su connessi in media tensione. La limitazione può avvenire orientando le pale o spegnendo singole turbine.

Il mio impianto ha l'accumulo: cambia qualcosa?

Il CCI gestisce l'impianto nel suo insieme, comprese le batterie. L'obbligo resta legato alla parte fotovoltaica o eolica e alla potenza dell'impianto. Indicalo nel modulo: lo valutiamo in fase di verifica.

Verifica gratuita del tuo impianto